La voglia di bellezza oltre l’incuria metropolitana: Urbansolid è il duo di artisti milanesi che porta la scultura nella street art.

Scultori di strada (come si definiscono), Gabriele e Riccardo studiano insieme, prima al liceo artistico, poi all'Accademia di Brera.
Lavorano su commissione, per galleristi e privati, privilegiando opere concettuali.

Nel 2009 decidono di unire il loro background classico per dare vita al duo che in inglese significarifiuto di grosse dimensioni abbandonato per strada”: Urbansolid, per l’appunto. 

I loro primi murales tridimensionali compaiono nel 2010: calchi umani, teste di gesso che si turano il naso, facce con un telecomando in bocca, spermatozoi e scheletri di animali. Sculture in gesso, cemento e resina dipinte con colori vivaci e fissate ai muri di Milano; poi Torino e Firenze, fino a giungere a Parigi, Londra, Praga e Berlino.

Quella di Urbansolid è una forma di street art influenzata da quella Pop di Andy Warhol, che trae ispirazione dalla vita di tutti i giorni e riproduce in maniera creativa ciò che il duo osserva, raccontando e denunciando in maniera decisamente unconventional le tematiche attuali.

Ironiche e provocatorie, le installazioni tridimensionali di Urbansolid colorano gli angoli di molte città spuntando all'improvviso dai muri; invadono in modo irriverente lo spazio dei passanti che possono toccare con mano l’arte di strada: un’esperienza tattile, oltre che visiva. E’ questa la Terza Dimensione che Urbansolid affida alla street art arricchendo aree degradate e muri fatiscenti.

Una terza dimensione che va oltre la “fisicità” delle installazioni: nasi enormi con la scrittarilevatori di inquinamentoe orecchie giganti che indicano unazona audiosorvegliatasembrano osservarela gente.

Un televisore da cui esce una faccia che imbocca un telecomando esprime il controllo assunto dalla tv sull’esistenza umana: l’uomo viene partorito dal mezzo che dovrebbe controllare e il telecomando tenuto tra i denti pare sfamare l’ingordigia dei discutibili contenuti offerti dalla televisione.

Messaggi in perfetto stile orwelliano a rappresentare le contraddizioni della contemporaneità, dove la verità e la menzogna coincidono e nessuno può distinguerle: la scritta sotto le grandi orecchie sa tanto dello sguardo continuo, intrusivo e penetrante del Grande Fratello’.

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Urbansolid a Milano
Trasformare i panettoni stradali anti-parcheggio in dolci veri ha una duplice provocazione: “da un lato l’eccesso di cemento fa sì che tra un po’ ci costringeranno anche a mangiarlo; dall’altro basta poco per trasformare oggetti brutti in elementi piacevoli”. Così spiegano l’idea di creare muffin, gelati e panettoni al posto del cemento nelle strade di Milano alla vigilia dell’Expo (2015) che aveva come tema “Nutrire il pianeta”.

Urbansolid a Berlino

"Riflessione contemporanea" è la scultura in gesso lunga 2 metri portata a spasso per le strade di Milano lo scorso 6 febbraio 2016.
La Live Performance che precede la mostra organizzata dalla galleria d'arte "Gli Eroici Furori" di Milano è una delle ultime provocazioni del duo milanese.
Una cacca gigante per “sbeffeggiare la spettacolarizzazione e la logica dell’apparire che genera desertificazione culturale e annullamento della creatività” spiegano gli artisti. Decisamente un inno alla creatività, ma anche la celebrazione di noi stessi, il riflesso di una contemporaneità che a più di mezzo secolo di distanza dalle Merde d'artista di Piero Manzoni non mostra segni di miglioramento, anzi!

Urbansolid a Londra (Brick Lane)

Urbansolid a Londra (Brick Lane) - Adamo ed Eva

Urbansolid a Parigi

Pot-Pourri: Urban Art