Quanto è importante l'amore? Quante canzoni, film e romanzi si basano su questo tema? Sapere come l'amore viene rappresentato nella storia dell'arte significa conoscere l'uomo più da vicino.

L'uomo ha sempre voluto capire l'universo e i fenomeni naturali. Così è nata la mitologia. Venere rientra infatti tra i miti ed è associata alla bellezza, all’amore, all’erotismo, alla fertilità, alla prosperità. Rappresenta l'inizio della vita nell'universo e la moltiplicazione della nostra specie. A volte è posta a protezione del matrimonio e della prostituzione.

Nel mondo greco antico Afrodite è rappresentata come una giovane donna perfetta e seducente. Può avere una mela in mano, apparire su una capra, un'oca o un delfino. Accanto a lei c'è sempre suo figlio Eros (Cupido), il piccolo dio alato con arco e frecce.

Il modo di raffigurare Afrodite nell'arte greca classica cambia però nel tempo. All’inizio è raffigurata vestita con panni bagnati che mostrano un pezzo di anatomia. Di seguito viene ritratta con il cappello a cilindro; poi inizia a gettare la sua guaina, mostrando un seno. Più tardi, la tunica è ancora più bassa sul suo busto e la dea appare seminuda. Infine, la si trova completamente nuda, in una situazione come quella che precede un bagno rituale.

Tra le sculture semi-nude troviamo la famosa Venere di Milo, che è diventata un'icona universale ed è considerata il canone della bellezza femminile.

Dopo la conquista della Grecia da parte di Roma, l'iconografia greca viene completamente rilevata dal popolo romano. Venere è infatti la copia diretta della dea greca Afrodite.

Con l'avvento del cristianesimo tutto ciò che è in relazione alle religioni pagane viene vietato. La figura di Venere, associata alla lussuria, cede il passo alla Vergine Maria, simbolo di purezza.

Nel Rinascimento i modelli dei classici greci e romani vengono invece restaurati. Riappaiono i temi mitologici. L'uomo diventa centrale, c’è un nuovo modo di comprendere il mondo, lontano dalle regole religiose. La figura di Venere torna a glorificarsi nella sua bellezza sensuale.

Dopo dieci secoli Botticelli realizza un altro corpo senza vestiti nel suo dipinto La nascita di Venere. Da questo momento in poi il nudo femminile nell'arte diventa comune. Dall'Italia viene distribuito nel resto d'Europa.

Tiziano dà un carattere erotico alla figura nel suo dipinto La Venere di Urbino. Qualcosa di nuovo in quel momento: la dea rivolge allo spettatore uno sguardo seducente. È accompagnata da un piccolo cane e da una cameriera, quindi perde la connotazione divina. La dea mitologica scompare per assomigliare di più a una cortigiana.

Nel XIX secolo l'arte accademica si restringe al nudo in quanto espressione di bellezza ideale ed è accettato all'interno dell'atmosfera puritana della società di quel periodo. L'impressionismo è un movimento profondamente innovativo che segna una rottura con questa tendenza e determina una trasformazione del linguaggio artistico. Nel dipinto Olympia di Manet Venere è raffigurata come una prostituta. La tela viene presentata al Salone di Parigi e, naturalmente, suscita scandalo.

Il XX secolo è un periodo di profondi e rapidi cambiamenti, con progressi scientifici e tecnologici e sviluppi inimmaginabili come il primo uomo sulla luna. Tutto ciò ha un grande impatto sulla società, sul modo di pensare e guardare: movimenti artistici emergenti, le avanguardie, il nudo visto come qualcosa di naturale, senza disapprovazione morale. Il tema di Venere è ancora usato, con vari significati e forme, anche nella pubblicità.

Venere è una fonte di ispirazione per gli artisti di tutti i tempi. Venere, la dea dell'amore e della bellezza, i due contrasti per eccellenza: la passione struggente e l’armonia celestiale.

Però: com’è che dal marmo la parola Venere è finita sul packaging di un rasoio per donne? Il prodotto che ha questo nome “importante” possiede per proprietà transitiva quelle sue stesse qualità? Tutta colpa del marketing, dunque? Siamo nell’ambito delle riflessioni irrilevanti che lasciano il tempo che trovano? La storia di Venere ci des-nuda e ci insegna chi siamo. Ai posteri la “vanitosa” sentenza!

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Andy Warhol - La Nascita di Venere (After Botticelli), 1984
La pop art prospera sui miti della nostra società e in generale usa le immagini familiari alla cultura popolare.
Birth of Venus di Andy Warhol è un portfolio di quattro serigrafie. Venere viene resa con colori vibranti che le conferiscono lo status di celebrità di Hollywood.

La Venere degli stracci (1967) di Michelangelo Pistoletto giustappone una statua classica con una grande pila di vestiti scartati dai colori vivaci che sono ammucchiati sul pavimento. Venere è posizionata con le spalle rivolte allo spettatore. Il patchwork dei tessuti simula l'accesso a una grotta. La figura intonacata proviene da un negozio di giardinaggio con statue in serie. Questo lavoro rientra nel movimento dell’arte povera e mira a dimenticare l'arte del passato e a banalizzarla. 

Venere di Milo con cassetti (1936-1964) - bronzo e pelliccia di ermellino, Salvador Dalí
Per il pittore surrealista catalano l’unica differenza fra la Grecia classica ed il presente è Freud, che ha scoperto come il corpo dell’uomo sia pieno di cassetti segreti che la psicoanalisi si è avventurata ad aprire. Da qui viene la sua interpretazione di Venere dotata di una serie di cassetti messi all’altezza del seno, dell’addome e del ginocchio sinistro: naturalmente in corrispondenza dei punti nevralgici della sessualità.

The Rokeby Venus (noto anche come The Toilet of Venus, Venus at her Mirror, Venus and Cupid) è un dipinto di Diego Velázquez realizzato tra il 1647 e il 1651.
Viene spesso descritta come La Venus del espejo (La Venere allo specchio) sebbene ciò sia fisicamente impossibile poiché lo spettatore può vedere il suo viso riflesso nella propria direzione.
Questa tela è l'unico nudo femminile sopravvissuto di Velázquez. I nudi erano estremamente rari nell’arte spagnola del XVII secolo, ciò a causa della rigida sorveglianza messa in atto dall'Inquisizione.

Fotografia di Eikoh Hosoe - 1961
Eikoh Hosoe è un fotografo e cineasta giapponese conosciuto per le sue immagini psicologicamente forti che esplorano argomenti come la morte, l'ossessione erotica e l'irrazionalità. Ha collaborato con lo scrittore cult Yukio Mishima e con il ballerino Tatsumi Hijikata, noto per aver ideato la danza Butoh.

Casa della Venere in Conchiglia - affresco di Pompei (I secolo a.C.)

 

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