Il Film Festival Internazionale di Milano – MIFF Awards 2016 è giunto alla sua XIV edizione.

Dal 29 giugno al 27 luglio Milano accende i riflettori sul cinema indipendente: ogni mercoledì sera, all’Anteo spazioCinema verranno presentati film e vincitori dei MIFF Awards.
Il pubblico è a sua volta chiamato a decretare il Miglior Film del Festival.
Premiando con il Cavallo di Leonardo non i film, ma i singoli individui che hanno contribuito alla sua realizzazione (non i titoli ma i film-makers), il MIFF si concentra su nuove opere indie, proponendosi di far conoscere giovani talenti a pubblico e distributori.

Per il programma completo delle proiezioni si rimanda al sito ufficiale dell’ente:
http://www.miffawards.com/

Quest’anno è stata introdotta una nuova categoria per premiare il Miglior Film in Lingua Italiana, premio andato a “Vieni a vivere a Napoli”, un film in tre episodi che sarà presentato a novembre anche all’American Market Film di Los Angeles.

I tre episodi raccontano tre diverse facce di Napoli, ma soprattutto, tre diverse sfumature degli abitanti di questa grande città sempre più crogiolo di variopinte etnie.

“Vieni a Vivere a Napoli” è il film che fa una fotografia inedita della città partenopea, diversa da quella che siamo abituati a vedere sul grande schermo, una Napoli che i media sembrano ignorare. Niente pizze, cornicelli portafortuna e malaffare, ma la città dell’accoglienza e dell’integrazione, e un popolo sì attaccato alla proprie tradizioni, ma che sa sposare in maniera mirabile le culture diverse. Nello stesso tempo, però, il film è anche un’ammissione di consapevolezza: per vivere in una città che è un laboratorio sociologico ci vuole lo stomaco giusto!

La prima storia “Nino e Yoyo”, diretta da Guido Lombardi, ha come protagonista un annoiato e musone portiere di un grande condominio, Nino, che vive con la sorella Anna, una donna che per arrotondare si prende cura del piccolo Chang quando la madre del bambino è al lavoro. Nino, che vive di pregiudizi nei confronti dei cinesi (sempre più “invadenti”), non vede di buon occhio il ragazzino, ma quando Anna si allontana di casa per una settimana, Nino sarà costretto a prendersi cura di Chang (soprannominato Yoyo).

Il secondo episodio “Luba” (di Francesco Prisco)  vede protagonista una donna ucraina che, lasciato il suo Paese dove era una star televisiva, è finita a fare da badante ad un anziano signore napoletano. Vessata dai suoi datori di lavoro, viene licenziata per un misero errore e si ritrova di notte per le strade di Napoli in cerca di una sistemazione.

Il terzo ed ultimo corto (diretto da Edoardo de Angelis) porta il titolo di “Magnifico Shock” e racconta la paradossale giornata che catapulta il giovane Amila, barista del centro città, nell’auto che accompagna la promessa della musica napoletana, Miriam, in lungo e largo tra interviste in radio e comparse a comunioni e matrimoni.

“Vieni a vivere a Napoli” è anche il titolo di un brano della band partenopea “Le Strisce”, il cui testo pure motteggia gli stereotipi:

Vieni a vivere a Napoli, vieni a vedere la città dei miracoli / Ti leggo in faccia tutto quello che già pensavi / Non crederai davvero ai telegiornali /Vieni a vivere a Napoli, potremo farci rapinare nei vicoli / Ti porto fuori a cena tra la diossina e il mare / Non crederai all’opinione generale”.

#cinema #napolismi

Scena tratta dall'episodio Nino e Yoyo

Scena tratta dall'episodio Lula

Scena tratta dall'episodio Magnifico Shock

Pot-Pourri: Napolismi