Sarda, figlia d’arte, Roberta Cau vive fin dall’infanzia un mondo fatto di colori ad olio.
Decide di farne il suo mondo e la passione del papà diventa la sua.

Il realismo è ciò che la ispira, forse grazie ai capolavori di Caravaggio che sempre l’hanno affascinata.

Della sua passione per il vino ne fa un progetto interessante. Come lei stessa afferma, è convinta che il vino abbia tanto da raccontare:
il vino nasce dalla terra, cresce e come noi essere umani, forma il suo carattere, racchiudendo tutto nel ciclo della vita”.

Proprio questa personalità del vino, con le sue qualità e i suoi umori, è ciò che Roberta Cau vuole rappresentare nei suoi dipinti.


Sonetto del vino

In quale regno, in quale secolo, sotto quale tacita
congiunzione di astri, in che giorno segreto
non salvato dal marmo, nacque la fortunata,
la singolare idea di inventar l’allegria?
Con autunni dorati fu creata. E il vino
fluisce rosso attraverso le generazioni
come il fiume del tempo e nell’arduo cammino
prodiga la sua musica, il suo fuoco, i suoi leoni.
Nella notte del giubilo o la giornata avversa
esalta l’allegria o alleggerisce il panico
e il nuovo ditirambo che quest'oggi gli canto
lo cantarono un tempo il persiano e l’arabo.
Vino, insegnami l’arte di guardare la mia storia
come se fosse ormai cenere nella memoria.

J. L. Borges

(trad. di M. Fernàndez )

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Roberta Cau

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Pot-Pourri: Irregolari